Pubblicato il FIFA Professional Football Report 2023

Secondo il report della FIFA nel calcio mondiale c'è poco spazio per coltivare il talento e la crescita non è omogenea in tutte le federazioni.

È stato pubblicato il “FIFA Professional Football Report 2023”, documento della massima organizzazione calcistica mondiale che fornisce una panoramica sull’operato dei club delle 211 federazioni affiliate.

Per l’analisi di quest’anno la FIFA ha adottato un nuovo approccio, in quanto il rapporto punta i riflettori su ogni singolo Paese e fornisce diverse statistiche comparative sia a livello globale che di confederazione. Questa edizione riguarda però solo competizioni calcistiche maschili ed è suddivisa in quattro sezioni principali: giocatori, club, competizioni (con un focus specifico sulle competizioni di primo livello di ciascun Paese) e trasferimenti.

Il report mette in evidenza le caratteristiche uniche di ogni singola federazione, fornendo un ritratto nitido delle diverse situazioni nel mondo del calcio, inoltre, include statistiche a livello globale e di confederazione. Comprendendo i formati delle competizioni, i regolamenti, gli stakeholder, le competizioni nazionali di alto livello, i rapporti di lavoro e i trasferimenti, il documento elaborato dalla FIFA è una risorsa preziosa per capire lo stato attuale del sistema calcio nazione per nazione. Permette anche alle varie federazioni di fare benchmarking e di condividere le proprie conoscenze, riconoscendo l’importanza delle differenze regionali e dei contesti locali.

Secondo le informazioni fornite nel mondo ci sono 128.694 giocatori professionisti. Il Messico è la nazione con più professionisti, seguito da Spagna, Inghilterra, Scozia e Turchia.

In termini di nazionalità dei giocatori, più di tre quarti dei calciatori di alto livello nei loro Paesi sono nazionali, con l’eccezione della UEFA, che è l’unica confederazione la cui percentuale di giocatori stranieri (35%) è superiore alla media globale.

I CONTRATTI DI LAVORO

Il rapporto analizza anche i contratti di lavoro con i club. Nonostante siano estremamente diffuse nella CONMEBOL e nella UEFA (85% delle federazioni), le associazioni dei calciatori sono presenti solo nella metà di tutte le affiliate alla FIFA. Gli accordi di contrattazione collettiva sono ancora più rari: meno del 20% dei Paesi ha segnalato l’esistenza di tali accordi per regolare i rapporti tra i club e i loro giocatori. La situazione è simile per quanto riguarda alcuni aspetti contrattuali. Quasi un terzo dei Paesi non ha contratti standard, mentre meno della metà (41%) ha regolamenti che stabiliscono un salario minimo per i giocatori.

PROFESSIONISMO e CAMPIONATI

Le informazioni raccolte sulle licenze nazionali per i club confermano che la loro piena attuazione a livello globale sta procedendo a un ritmo promettente, dal momento che l’88% dei Paesi ha una qualche forma di regolamentazione in atto.

Secondo il rapporto, ci sono attualmente 3.986 club professionistici in 135 Paesi, con il Messico (244) in cima alla classifica davanti a Turchia e Argentina. Più di un terzo delle federazioni ha dichiarato di non avere club professionistici registrati e solo l’11% ha più di tre leghe professionistiche.

La CONMEBOL è l’unica confederazione in cui tutte le affiliate hanno almeno un club professionistico, mentre l’OFC rappresenta l’altra estremità con club professionistici solo in due delle sue affiliate.

Per quanto riguarda la forma giuridica dei club di alto livello, il 46% è costituito da associazioni, mentre la stessa percentuale è costituita da entità private.

In quasi due terzi delle federazioni (59%), l’organizzatore della competizione di primo livello è l’associazione stessa, non una lega o un’entità separata.

Dal punto di vista commerciale, il 55% delle competizioni di alto livello è sostenuto da uno sponsor, con telecomunicazioni, scommesse e servizi finanziari come settori più rappresentati.

Per quanto riguarda i diritti TV, la negoziazione collettiva è di gran lunga l’opzione più comune; i diritti di trasmissione delle partite sono venduti individualmente dai club solo in dieci Paesi, tra cui Brasile, Egitto, Messico e Portogallo.

In termini di formato delle competizioni, il rapporto fornisce un’analisi dettagliata a livello di Paese. Quasi la metà delle competizioni è strutturata con il tradizionale formato casa e trasferta, mentre i meccanismi di promozione e retrocessione sono implementati in tutti i Paesi tranne 33. Per quanto riguarda i regolamenti sportivi, la maggior parte dei Paesi ha adottato misure che limitano le dimensioni e la composizione delle squadre, mentre la CONMEBOL è l’unica confederazione in cui tutte le confederate hanno regolamenti che limitano il numero di giocatori stranieri che un club può registrare. Al contrario, le norme che mirano specificamente a coltivare i talenti nazionali sono molto più rare e sono presenti solo nel 27% dei Paesi.

IL CALCIOMERCATO

Grazie ai dati del Transfer Matching System (TMS) della FIFA, l’ultima sezione del rapporto si concentra sull’attività di trasferimento internazionale nel 2022 (gli ultimi dati disponibili al momento della compilazione di questo rapporto, riportati nel FIFA GlobalTransfer Report 2022).

In media, le finestre di trasferimento coprono poco più di un quarto dell’anno (98 giorni). Il 2022 ha visto il più alto incremento di sempre nel numero di trasferimenti, con un più 11,6% rispetto al 2021, ed è stato anche il primo anno nella storia del TMS in cui sono stati registrati più di 20 mila trasferimenti internazionali di giocatori professionisti uomini.

Per quanto riguarda i volumi dei trasferimenti, 55 Paesi non hanno avuto trasferimenti internazionali in entrata, mentre 30 Paesi non hanno avuto trasferimenti in uscita verso destinazioni estere. Nel frattempo, solo 42 federazioni, il 69% delle quali appartenenti alla UEFA, hanno registrato più di 150 trasferimenti internazionali in entrata o in uscita.

Il quadro è ancora più squilibrato quando si tratta dei valori dei trasferimenti internazionali, quasi due terzi delle federazioni (134) non hanno registrato entrate dall’attività di trasferimento di giocatori, mentre 143 non hanno speso per i trasferimenti internazionali.

La spesa aggregata per i trasferimenti dei club ha superato i 4,6 milioni di euro solo nel 18% delle AM, e solo 17 nazioni hanno avuto un deflusso totale di oltre 48 milioni di euro, l’82% delle quali in Europa, con Argentina, Brasile e Stati Uniti erano tra le federazioni al di fuori della UEFA che fanno parte di questo gruppo.

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