Serie C, 10 anni di crisi: tra penalizzazioni, fallimenti e la sfida della sostenibilità, tutti attori di un film tragicomico senza fine

Oggi parleremo del terzo campionato professionistico italiano e di come i suoi club nell’arco di 10 anni siano stati colpiti da differenti vicende che sistematicamente, hanno compromesso la “regolarità” della stagione agonistica di club.

La Serie C, prima Lega Pro, è un’associazione privata della quale fanno parte le società affiliate alla Federazione Italiana Giuoco Calcio che partecipano al Campionato Nazionale di Serie C.

Fondata nel luglio del 1959, organizza nel rispetto delle norme federali: la Serie C, la Coppa Italia Serie C, la Supercoppa Serie C, il Campionato Primavera 3 e il Campionato Primavera 4. È il campionato professionistico italiano che conta il maggior numero di club (60) e che “tocca” tutte o quasi le Regioni dello Stivale, caratteristica sempre sottovalutata a mio avviso per l’importanza che ha di portare i valori dello sport ovunque nel nostro Paese.

Ma quanto costa iscrivere un club in Serie C?

La Serie C è una delle leghe più “difficili” economicamente in Europa.

Per partecipare al terzo campionato professionistico italiano una società deve ottenere la Licenza Nazionale, ovvero le autorizzazioni rilasciate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ai club professionistici italiani per poter partecipare ai campionati nazionali organizzati dalla Lega Serie A, Lega Serie B e Lega Pro.

Ogni club deve rispettare quattro criteri per ottenere la Licenza:

  1. criteri legali;
  2. criteri economico-finanziari;
  3. criteri infrastrutturali;
  4. criteri sportivi-organizzativi.

Il mancato rispetto anche di uno solo comporta esclusione dal campionato.

Il primo costo “diretto” è rappresentato dalla tassa di iscrizione che ogni club dovrà pagare al momento della presentazione della domanda di ammissione al campionato di Serie C, il costo della tassa si aggira tra i 70 e 105 mila euro, l’importo preciso può variare in base alla stagione e ad alcune scelte “politiche” della Lega Pro.

Sempre al momento della presentazione della domanda di iscrizione al campionato, le Licenze Nazionali FIGC prevedono il deposito di una garanzia a prima richiesta che, fino alla scorsa stagione (2024/25), comportava la stipula di una fideiussione a favore della Lega di 350 mila euro.

Da questa stagione invece, per rafforzare la solidità economica dei club, la Federcalcio ha deciso di raddoppiare la garanzia, infatti la fideiussione da stipulare per la stagione 2025/26 è stata di 700 mila euro. La garanzia deve essere rilasciata da:

  • Banca iscritta all’albo della Banca d’Italia;
  • Compagnia assicurativa autorizzata IVASS;
  • Società finanziaria con capitale minimo 100 milioni di euro.

Tra i requisiti economico-finanziari obbligatori la Licenza impone controlli molto stringenti che riguardano gli avvenuti pagamenti dei debiti: sportivi (stipendi e premi di calciatori e staff con contratto federale), fiscali (IRPEF, INPS, contributi previdenziali e ritenute fiscali) e i debiti verso FIGC e Leghe (sanzioni comprese).

L’organo di controllo economico è la CO.VI.SO.C. – Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche che verifica:

  • Bilanci;
  • Debiti;
  • Flussi finanziari;
  • Sostenibilità economica.

Cosa è successo negli ultimi 10 anni di Serie C?

2016/2017

Nella stagione 2016/2017, la mia prima in Serie C come Segretario Generale di un club, la Maceratese in questo caso, non inizia benissimo. Non si sono iscritte al campionato la Virtus Lanciano (retrocessa dalla Serie B), il Rimini, il Pavia, il Martina e lo Sporting Bellinzago (promosso dalla Serie D).

In questa stagione sono stati comminati 26 punti di penalizzazione:

  • Lucchese -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Pistoiese -1 (per l’inchiesta Dirty Soccer 3 “calcioscommesse”)
  • Sambenedettese -1 (violazioni economiche COVISOC)
  • Santarcangelo -1 (per l’inchiesta Dirty Soccer 3 “calcioscommesse”)
  • Maceratese -4 (violazioni economiche COVISOC) CI SIAMO SAVATI SUL CAMPO NONOSTANTE LE DIFFICOLTÁ (volevo sottolinearlo ;-))
  • Ancona -1 (violazioni economiche COVISOC)
  • Paganese -1 (per l’inchiesta Dirty Soccer 3 “calcioscommesse”)
  • Casertana -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Fondi -1 (violazioni economiche COVISOC)
  • Catania -7 (violazioni economiche COVISOC 1 punto – 6 punti per pratica scorretta nella sessione di mercato)
  • Messina -4 (violazioni economiche COVISOC)
  • Melfi -1 (violazioni economiche COVISOC)

2017/2018

In questa stagione le squadre partecipanti ai nastri di partenza erano 57, ovvero tre in meno rispetto al format di 60 squadre a causa del numero insufficiente di società ripescabili e a novembre 2017, dopo quattro rinunce, il Giudice Sportivo ha escluso definitivamente dal campionato il Modena, per gravi inadempienze economiche.

Cinque società non si sono iscritte: il Latina, retrocesso dalla Serie B è stato dichiarato fallito, il Como, che non avendo provveduto ad onorare alcune pendenze necessarie per chiedere la ri-affiliazione alla FIGC si è visto rifiutare l’attribuzione del titolo sportivo della vecchia società fallita nel corso della stagione precedente, la Maceratese, che non è riuscita ad iscriversi a causa dei numerosi debiti e della pesante penalizzazione a cui sarebbe andata incontro, il Messina e il Mantova, che non hanno presentato la garanzia fideiussoria.

In questa stagione i punti di penalizzazione comminati sono stati 68, tutti per inadempienze economiche verificate dopo le analisi della CO.VI.SO.C., i club penalizzati sono stati: Piacenza (-2), Pro Piacenza (-2), Gavorrano (-2), Arezzo (-13), Mestre (-2), Santarcangelo (-3), Vicenza (-3), Matera (-13), Siracusa (-10), Fidelis Andria (-3) e Akagras (-15).

2018/2019

La mia terza stagione in Serie C, anche qui con molta difficoltà da Segretario Generale ho concluso la mia stagione a Rieti, mia città natale, da salvi sul campo anche se penalizzati per inadempienze economiche.

Il format in questa edizione è stato in discussione fin dall’estate 2018 ed è stato ritoccato addirittura due volte a stagione in corso. Non si sono iscritte per fallimento tre società: Mestre, Reggiana e Fidelis Andria e nel mese di febbraio l’organico è sceso di fatto a 57 squadre in seguito alle esclusioni del Matera e del Pro Piacenza dopo la quarta partita persa “a tavolino” per forfait, sempre per problemi di natura economica.

In questa stagione i punti di penalizzazione comminati sono stati 117 (club esclusi in corso compresi), tutti per inadempienze economiche verificate: Arzachena (-1), Cuneo (-21), Lucchese (-23), Pro Piacenza (-16 poi escluso), Triestina (-1), Juve Stabia (-1), Trapani (-1), Reggina (-4), Monopoli (-2), Rende (-1), Rieti (-4), Siracusa (-6), Bisceglie (-3) e Matera (-34 poi escluso).

2019/2020

Nella stagione segnata dal COVID ci sono state cinque mancate iscrizioni: Albissola, Arzachena, Lucchese, Siracusa e Foggia (quest’ultimo retrocesso dalla Serie B). Questa è stata la mia quarta stagione in Serie C finita anticipatamente a novembre dove, per le problematiche economiche societarie, ho rassegnato le mie dimissioni da Segretario Generale per giusta causa.

In questa stagione, forse anche per le ragioni della propagazione del virus e del caos generato a livello mondiale, sono stati comminati 10 punti di penalizzazione ai club:

  • Siena -1 (violazioni economiche COVISOC)
  • Catania -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Casertana -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Rieti -5 (violazioni economiche COVISOC)

2020/2021

In questa stagione fra le 60 aventi diritto si sono registrate le mancate iscrizioni di: Campodarsego (promosso dalla Serie D), Siena e Sicula Leonzio. La quarta squadra retrocessa dalla Serie B, il Trapani, è stata esclusa dal torneo dopo aver dato forfait nelle prime due giornate, senza essere mai scesa in campo, anche qui come si legge dai vari articoli le ragioni erano legate prettamente a problemi economici.

In questa stagione sono stati comminati 11 punti di penalizzazione:

  • Livorno -5 (violazioni economiche COVISOC)
  • Sambenedettese -4 (violazioni economiche COVISOC)
  • Catania -2 (violazioni economiche COVISOC)

2021/2022

La prima esclusione in questa stagione è stata quella del Catania, che non si è riuscito ad iscrivere per gravi carenze economico-finanziarie accumulate negli anni. Fra i 60 club aventi diritto si sono registrate inoltre le esclusioni di Carpi, Casertana, Novara (alla sua prima esclusione della storia) e Sambenedettese, nonché la rinuncia all’iscrizione del Gozzano (promosso dalla Serie D).

In questa stagione i punti di penalizzazione comminati sono stati 3, tutti per inadempienze economiche verificate: Pergolettese (-1) e Juve Stabia (-2).

2022/2023

In questa stagione sono stati esclusi il Campobasso e il Teramo, perché i due club non hanno presentato la documentazione completa per il rilascio delle Licenze Nazionali.

I club puniti con punti di penalizzazione, per un totale di 17 punti tolti, sono stati:

  • Siena -6 (violazioni economiche COVISOC)
  • Imolese -7 (violazioni economiche COVISOC)
  • Viterbese -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Monterosi Tuscia -2 (violazioni economiche COVISOC)

2023/2024

Fra le 60 aventi diritto si sono registrate l’esclusione per ragioni di mancata stabilità economica del Siena e la rinuncia del Pordenone.

I club puniti con punti di penalizzazione, per un totale di 11 punti tolti, sono stati:

  • Alessandria -3 (violazioni economiche COVISOC)
  • Taranto -4 (violazioni economiche COVISOC)
  • Brindisi -4 (violazioni economiche COVISOC)

2024/2025

Nela stagione 24/25 fra i 60 club partecipanti aventi diritto si è registrata l’esclusione dell’Ancona. Taranto e Turris, per inadempienze tributarie sono state successivamente escluse rispettivamente alla 29ª e 30ª giornata.

  • In questa stagione sono stati comminati 25 punti di penalizzazione:
  • Novara -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Triestina -5 (violazioni economiche COVISOC)
  • Ternana -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Rimini -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Lucchese -6 (violazioni economiche COVISOC)
  • SPAL -3 (violazioni economiche COVISOC)
  • Catania -1 (violazioni economiche COVISOC)
  • Messina -4 (violazioni economiche COVISOC)

2025/2026

Siamo arrivati alla stagione ancora in corso, quindi con possibili altri scossoni economici ed esclusioni (speriamo di no!).

Fra le 60 partecipanti aventi diritto si sono registrate le esclusioni del Brescia, della Lucchese e della SPAL, inoltre il titolo sportivo della Feralpisalò è stato ceduto ad un nuovo club, l’Union Brescia. Il Rimini ha scontato 16 punti di penalizzazione ed è poi stato escluso dal campionato alla 15ª giornata.

Ad oggi sono stati comminati 56 punti di penalizzazione:

  • Triestina -23 (violazioni economiche COVISOC)
  • Campobasso -2 (violazioni economiche COVISOC)
  • Ternana -5 (violazioni economiche COVISOC)
  • Siracusa -6 (violazioni economiche COVISOC)
  • Trapani -20 (violazioni economiche COVISOC)

In conclusione

Negli ultimi dieci anni la Serie C ha rappresentato perfettamente il paradosso del calcio italiano, da un lato un campionato capillare, che coinvolge città, territori e tifoserie in tutta la penisola; dall’altro un sistema spesso fragile dal punto di vista economico e gestionale.

Le numerose penalizzazioni, le mancate iscrizioni e le esclusioni in corso di stagione dimostrano quanto sia complesso mantenere la sostenibilità finanziaria nel terzo livello professionistico del nostro calcio. Nonostante i controlli della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della CO.VI.SO.C., negli anni molte società non sono riuscite a rispettare i requisiti necessari per garantire continuità sportiva e stabilità gestionale, inoltre c’è da sottolineare che dietro a numerose crisi e fallimenti ci sono state spesso sempre le stesse “facce” dirigenziali che, nonostante deferimenti e squalifiche, ancora oggi lavorano nel settore.

Eppure la Serie C resta un patrimonio fondamentale per il calcio italiano, è il punto di incontro tra professionismo e territorio, il luogo in cui crescono calciatori, dirigenti e comunità sportive. La vera sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica, regole più efficaci e modelli gestionali solidi, affinché questo campionato possa continuare a rappresentare un pilastro del sistema calcistico nazionale.

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